Nell’ultimo video ho fatto una panoramica dell’utilità del blog, e oggi iniziamo ad affrontare la SEO, per psicologi ovviamente.

Se non avete visto l’ultimo video vi suggerisco caldamente di andarlo a vedere perché per molti il blog è il posto dove si scrivono articoli e basta…NEIN!

C’è molto di più.

Ed è bene sapere anche come fare in modo che il vostro blog compaia nelle ricerche. Perché anche se non ve ne frega nulla di google, come a me per esempio sono veramente in pochissimi gli psicologi che cercano marketing per psicologi, e non lo dico io ma lo dice google stesso, giacchè dovete scrivere degli articoli, fateli in modo intelligente.

Quindi ho pensato di fare un po’ di SEO per psicologi.

Se non sai cos’è la SEO, significa Search Engine Optimisation, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca.

Nei primi anni di google, si usavano i metatag per indicizzare i siti web sui motori di ricerca. Tipo psicologia, psicologia clinica, ansia, stress, eccetera.

Oggi invece ci sono le parole chiave e hanno un funzionamento molto più complesso.

Si tende a usarne una per pagina e non 200 per ogni pagina come si faceva con i metatags. Non serve inserirla 50 volte in un testo di 100 parole ma google vuole che il contenuto dell’articolo sia interessante.

Come lo sa?

 

In base alla lunghezza dell’articolo.

Un articolo da 3000 parole sarà quasi sicuramente più esaustivo rispetto ad uno da 500 parole, e soprattutto in base al comportamento degli utenti su quella pagina.

Se le persone entrano e dopo due secondi escono, in prima pagina di sicuro non ci arrivi.

Se sul tuo sito non ci va nessuno, in prima pagina non ci arrivi, il che vuol dire che almeno per iniziare è bene usare altre fonti di traffico, come i social.

Anche se usi come parola chiave psicologia e hai aperto il tuo blog una settimana fa, non ci arrivi in prima pagina. Forse tra 10 anni sì, ma magari vuoi farti trovare prima.

Se ti vuoi posizionare come psicologo della tua città

 

Ad esempio psicologo roma (o psicologa ma per google non fa differenza perché quando cerchi un termine maschile ti mostra anche i termini femminili e viceversa), se lavori bene, forse in un anno di lavoro riesci a posizionarti bene.

Se abiti a Trecasali, noto paesino della bassa parmense dove ci sono 4 abitanti, e ti posizioni come psicologo trecasali, benissimo, ti si trova subito, ma una volta finiti i 4 abitanti non ti cerca più nessuno.

Quindi, un po’ come per gli hashtag di instagram, è bene variare e usarne alcuni più generici e altri più specifici.

Per farvi un’idea più chiara che forse vi farà gelare il sangue per la quantità di roba che c’è, potete visitare il sito internet live stats.

Questo sito vi fa vedere i dati in real time del numero di persone che sono su internet e la quantità di azioni che vengono fatte giornalmente, e quando lo vedrete capirete che davvero, aprire un blog senza tenere conto di tutte queste cose è veramente come lanciare un granello di sabbia in una spiaggia.

Tornando alle parole chiave, quelle più generiche possono essere, beh magari non psicologia, ma se ad esempio vi occupate di psicologia evolutiva, questa può essere una scelta.

Come stress da lavoro, dislessia, eccetera…

Quelle più specifiche sono quelle che vengono chiamate long tail keywords

 

Cioè, se io scrivo un articolo intitolato come superare lo stress da lavoro, e come parola chiave uso come superare lo stress da lavoro, se uno cerca come superare lo stress da lavoro è più probabile che gli compaia io rispetto a qualcun altro che si è indicizzato solo come stress da lavoro.

Potete fare una pagina in cui parlate della durata dei percorsi, che ovviamente è variabile, ma se non ne parlate e qualcuno cerca “quanto dura un percorso di psicoterapia?” di sicuro non vi trova. Se ne parlate, ah, ma allora esiste anche questa dottoressa, guarda un po’.

Per ora mi fermo qui, nel prossimo video dedicato alla SEO per psicologi vi farò vedere qualche strumento che potete usare per scegliere le parole chiave o per avere idee se non sapete dove sbattere la testa, e nel video dopo ancora vedremo come usarle all’interno di un testo.

Un saluto e buon lavoro!

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2 Commenti

  1. Cinzia

    Ho trovato tutti gli articoli e le interviste molto utili, grazie 🙂

    Rispondi

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