Risolvi Problemi Che Gli Altri Non Risolvono

Nov 24, 2017 | le tue priorità

Cosa intendo quando dico “risolvi problemi che gli altri non risolvono”? Te lo spiego subito con un esempio.

Non sono un gran mangiatore di pizza.

Mi è sempre piaciuta e l’ho sempre mangiata volentieri ma soprattutto in questi ultimi 4 anni in cui ho cambiato regime alimentare in favore di uno più sano, la mangio molto di rado. Se devo contarle penso di non raggiungere le 10 volte l’anno.
Eppure, quelle poche volte che vado a mangiare la pizza, so già dove andare.

Per me la pizza, nella mia città (Parma), è “Da Luca”, una pizzeria del posto abbastanza particolare.
Se per caso sei del posto e ci sei mai stata, forse starai già pensando alla pippozza.

E questo è proprio quello che succede quando risolvi problemi che gli altri non risolvono

Scusa ma tutto questo cosa c’entra con me che sono una psicologa?

Ci arrivo.

Certo, la pippozza non è proprio un problema risolto, giusto? No, sbagliato.

Perchè se io sono uno che mangia tanto (e io SONO uno che mangia tanto), e una pizza normale non mi soddisfa, vado lì.

Che poi lui non è che ha fatto chissà quale scoperta.

Ha semplicemente attrezzato la sua pizzeria per servire pizze giganti al tavolo, mettendole come scelta per ogni pizza, offrendo una grande varietà di condimenti, e aggiungendo anche la variante integrale, per una pizza più leggera (e non solo, visto che oggi le parole “integrale” e “bio” hanno un ottimo appeal per…il portafogli).

Alcune pizzerie le giganti nemmeno le fanno.
In altre invece trovi sì delle pizze giganti ma le fanno solo con qualche gusto, e poi si vede che stai ordinando un extra: c’è da spostare questo e quello sul tavolo perchè se no non ci sta, e tu intanto magari ti senti anche un po’ in imbarazzo.

Invece da Luca no, è tutto “normale”

Vuoi la pippozza?

Certo, è sul menù, che ci vuole. E te la porta col suo piattone.
E mentre aspetti vedi altri piattoni che girano per le altre ordinazioni.

Tutto questo è meraviglioso.

Poi non si è limitato a quella ma trovi anche la pippozzina, la teglia, tegliozza e via dicendo. Tutte pizze fatte o cotte in modo particolare, o con ingredienti particolari, che puoi mangiare anche se non sei un dinosauro come me.

Lui ha risolto quel problema.

Il problema di chi voleva una pizza diversa…o mastodontica.

Quindi ora se pensi alla pippozza o alla tegliozza pensi automaticamente a Luca, e viceversa.

Non c’è un altro che la fa.

Non ti viene in mente un altro che faccia una roba simile. Se vuoi la pippozza vai da Luca, e basta.
Anche se il locale non è grandissimo e in estate ci fa abbastanza caldo, è sempre affollato.

Non puoi andare neanche da Tonino, anche se la sua è buona.

Lui, per esempio, si è specializzato nell’asporto. E’ lì da tanto e ha saputo rispondere bene alla crescente domanda della consegna a domicilio, grazie anche alle moderne app e siti.

Davanti alla sua pizzeria si vede sempre un continuo via vai di scooter per le consegne.

Certo, organizzarsi per portare a domicilio la pippozza di Luca non è facile. Non ci sta nel classico contenitore per pizze da scooter.

Però, se qualcuno si attrezzasse per consegne di pizze XL a domicilio, forse potrebbe funzionare…chissà.

E poi c’è la crisi

Eh sì, perché ci sono altre realtà che invece hanno sempre il locale vuoto, semplicemente perchè non fanno nient’altro che fare la pizza e aprire il locale.
Non si pongono il dubbio, la domanda “cosa posso fare di diverso rispetto agli altri? C’è qualcosa per cui potrebbe esserci richiesta?”

No, nulla, il buio più totale. E poi chiudono. C’è la crisi.

Ma tutto questo cosa c’entra col tuo studio di psicologia?

C’entra tutto.

Perché è vero che non fai pizze, ma è vero che offri un servizio.

Allora puoi decidere di mettere a disposizione percorsi psicologici per ogni caso possibile e immaginabile come fanno quasi tutti gli psicologi, oppure puoi creare un servizio unico e andare a prendere una particolare nicchia di persone che ha un problema specifico, ma che gli altri psicologi generalisti non sono in grado di invogliare a risolvere.

E a quel punto, quando la tua differenza è chiara rispetto agli altri, puoi farti pagare il giusto per i tuoi servizi, perché li hai solo tu.

Quant’è il giusto? E’ soggettivo. Può essere 50, come 70 o 100 all’ora. Dipende dalle tue abilità e da quello che offri. Basta che non ti fai prendere troppo la mano, sia per correttezza sia perché c’è un listino da rispettare. 😁

Quindi? Risolvi problemi che gli altri non risolvono? …o c’è la crisi?

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