Codice deontologico VS marketing parte 12

Ott 11, 2018 | codice VS marketing

Buongiorno dottoresse e dottori!

Finalmente ci siamo:

Codice deontologico VS marketing parte 12!

Ultimo episodio della rubrica per vedere se il codice limita le possibilità di promuoversi degli psicologi.

Via con l’articolo 39

“Lo psicologo presenta in modo corretto ed accurato la propria formazione, esperienza e competenza. Riconosce quale suo dovere quello di aiutare il pubblico e gli utenti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni e scelte.”

Per quanto riguarda il lato marketing e tutti gli articoli che abbiamo visto fin’ora, direi che l’articolo 39 li riassume benissimo.

Nella prima frase c’è l’etica professionale, l’onestà intellettuale e la specificità delle proprie competenze (ne ho parlato nell’ultimo video e non solo) e la propria storia.

Nella seconda frase si riprende l’articolo 3, cioè agire per il bene degli altri in modo professionale, così che le persone possano trarre un vero beneficio dalle azioni intraprese dallo psicologo, e possano anche avere gli strumenti necessari per saper scegliere il professionista più indicato al loro caso specifico.

Articolo 40

“Indipendentemente dai limiti posti dalla vigente legislazione in materia di pubblicità, lo psicologo non assume pubblicamente comportamenti scorretti finalizzati al procacciamento della clientela. In ogni caso, può essere svolta pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dai competenti Consigli dell’Ordine. Il messaggio deve essere formulato nel rispetto del decoro professionale, conformemente ai criteri di serietà scientifica ed alla tutela dell’immagine della professione. La mancanza di trasparenza e veridicità del messaggio pubblicizzato costituisce violazione deontologica.”

Finalmente si parla di pubblicità! E….niente. Ho già detto tutto.

Infatti ho già parlato dell’importanza della correttezza, onestà e trasparenza anche ai fini del marketing, per cui i comportamenti scorretti finalizzati al procacciamento della clientela hanno le gambe corte.

Il giochino può funzionare per un po’, ma poi la voce gira, anche tra la clientela, e questo sul lungo periodo ti brucia perciò non so quanto ti convenga fare un numero del genere.

Quindi, riepilogando, come dice l’articolo 40 vi potete fare pubblicità purché non scriviate cazzate, anche perché nel caso ci rimettete voi sul lungo termine.

Potete fare informazione, come abbiamo visto nell’articolo 21, e questa è forse la parte più importante dell’attività di marketing

E dovete farla in modo corretto e trasparente, sia perché lo dice il codice, sia perché questo è proprio quello che permetterà alle persone di fidarsi di voi e decidere di iniziare un percorso con voi.

Quindi c’è tutto, non ci serve altro

  E visto che non ci serve altro, dal prossimo video inizierò a parlare di come ci si promuove, in teoria e in pratica. Gli articoli 41 e 42 non li faccio perché come gli articoli 1 e 2 sono relativi al codice stesso; nel caso specifico all’applicazione del codice. Siamo arrivati alla fine della rubrica codice deontologico vs marketing, se avete dubbi o domande scrivetemi nei commenti, e ci vediamo nel prossimo video. Un saluto e buon lavoro!

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