Codice deontologico VS marketing parte 10

Ott 3, 2018 | codice VS marketing

Buongiorno dottoresse e dottori, questo è “Codice deontologico VS marketing parte 10”, decimo video della rubrica che analizza il codice deontologico degli psicologi per vedere se limita in qualche modo la possibilità di promuoversi.

Riprendiamo quindi dall’articolo 33:

“I rapporti fra gli psicologi devono ispirarsi al principio del rispetto reciproco, della lealtà e della colleganza. Lo psicologo appoggia e sostiene i Colleghi che, nell’ambito della propria attività, quale che sia la natura del loro rapporto di lavoro e la loro posizione gerarchica, vedano compromessa la loro autonomia ed il rispetto delle norme deontologiche.”

Articolo interessante, perché si ispira a principi sani e alla consapevolezza di essere dei professionisti al servizio delle persone.

Il problema sorge quando siete 200 colleghi nella stessa città e dovete pagare tutti le tasse, cibo, bollette ecc…

Ho scritto diversi articoli sul mio blog che parlano della differenziazione, come 4 cose da non fare quando apri uno studio o risolvi problemi che gli altri non risolvono, scavalcando così questo problema.

Questa differenza tra te e i tuoi colleghi forse la sai tu e qualche collega, ma così è inutile. Devono saperla le persone che devono venire da te.

Se ognuno si fa vedere per il tipo di competenze che ha e il tipo di persona che è, allora le persone scelgono in base a criteri ben precisi.
Non solo, ma in questo modo non parlate a tutti, ma ognuno parla a un gruppo di persone ben preciso e riuscite a toccare più persone che altrimenti non sarebbero nemmeno mai andate dallo psicologo.

Articolo 34

“Lo psicologo si impegna a contribuire allo sviluppo delle discipline psicologiche e a comunicare i progressi delle sue conoscenze e delle sue tecniche alla comunità professionale, anche al fine di favorirne la diffusione per scopi di benessere umano e sociale.”

Questo è quello che stanno facendo già alcuni psicologi, primo fra tutti forse Luca Mazzucchelli ma oggi ce ne sono anche tanti altri.

E’ chiaro che l’argomento marketing fosse l’ultimo dei propositi di questo articolo, ma anche questo è un argomento che vi permette di aiutare più persone…perciò quasi mi stupisco a essere io a dover fare questi video.

Articolo 35

“Nel presentare i risultati delle proprie ricerche, lo psicologo è tenuto ad indicare la fonte degli altrui contributi.”

Lo scopo dell’articolo 35 è chiaro, parliamo sempre di rapporti trasparenti con i vostri colleghi.

Aggiungerei:

Quante volte hai visto video o letto articoli su internet che dicevano “secondo alcuni studi“?

Alcuni studi quali??

Non so voi, ma a me che piace fare sempre un sacco di ricerche è capitato più volte di leggere articoli che esponevano dati basati su “alcuni studi”, e a prima vista sembrava tutto autorevole, salvo poi recuperare quegli studi e vedere che il risultato che era dato per certo era stato testato su tipo 20 persone.

Ad esempio, avrai probabilmente sentito dire che mangiare cioccolata fa dimagrire se abbinata a una dieta povera di carboidrati, o probabilmente ricorderai di qualche studio che diceva che mangiare cioccolata fa bene.

A marzo del 2015, John Bohannon, un laureato in biologia molecolare ha condotto uno studio della durata di 3 settimane su 3 gruppi di persone, uno dei quali doveva mangiare 42 grammi di cioccolato fondente al giorno.

Sono stati analizzati 18 parametri e alla fine dello studio il gruppo che mangiava cioccolato era dimagrito il 10% in più rispetto agli altri 2 gruppi, aveva abbassato il livello di colesterolo e migliorato la qualità del sonno.

Interessante vero?

Se stai per andare a comprare qualche chilo di cioccolato, fermati, perché lo stesso John Bohannon un paio di mesi dopo, dopo che la notizia ha fatto il giro del mondo, ha dichiarato che era una bufala.

Lo studio era vero, ma i partecipanti al test erano solamente 15 persone, per cui ogni gruppo era composto da 5 persone.
Il primo gruppo doveva mangiare pochi carboidrati e niente cioccolato, il secondo pochi carboidrati e 42 grammi di cioccolato e il terzo manteneva la sua dieta invariata.

Ma non si sa nulla di quale fosse la dieta del terzo gruppo né quali fossero le abitudini di tutti i partecipanti.

Inoltre un’altra cosa che non è stata detta, è che i 2 gruppi che avevano una dieta povera di carboidrati sono dimagriti:

il gruppo che non mangiava cioccolato è dimagrito di 2,2kg
il gruppo che mangiava cioccolato ha perso il 10% in più, cioè 2,4 kg. 200 grammi di differenza.

Qui se ne parla un po’ più approfonditamente.

Se i giornalisti e le riviste scientifiche si fossero preoccupate di verificare tutti i dati, tutto questo casino non sarebbe successo.

Quindi quando scrivete citate le fonti e verificatele.

Come sempre se hai dubbi o domande scrivimi nei commenti, ci vediamo nel prossimo video.

Un saluto e buon lavoro!

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