Agli psicologi serve il blog? – webmarketing per psicologi

da | Nov 29, 2018 | How to blog

Buongiorno Dottoresse e dottori,

cominciamo così con questa mini serie dedicata al blog.

Agli psicologi serve il blog?

Fare un blog richiede tempo e soldi, quindi perché non posso fare tutto con i social?

Tanto anche lì posso scrivere articoli e fare video. No?

 

Sì…MA.

Sui social si possono pubblicare articoli, anche lunghi ma non hanno poprio la stessa leggibilità che puoi avere col blog perché il testo non è formattabile, e se uno si rompe le balle di leggere cambia aria.

E se sembra poca roba provate a pensare a quando parlate con qualcuno per spiegargli dei concetti, un servizio o altre cose legate al vostro lavoro, e all’improvviso, mentre state parlando, questo prende e se ne va.

Nella vita di tutti i giorni questo non succede per educazione anche se uno si annoia, ma su internet sì e succede spesso.

E se questo se ne va vuol dire che non vi ascolta più, e se non vi ascolta più non potete fargli vedere che il vostro servizio è quello che fa al caso suo. Giusto?

Ok, questo è un problema che il blog in parte risolve tenendo conto anche del fatto che quando uno è sul blog non è più sul social dove basta continuare a scorrere ma è proprio su un’altra pagina, quindi è meno immediato uscire per andare a vedere altro.

Infatti generalmente il blog viene usato per fare quella che si chiama long form content, quindi contenuti lunghi e molto approfonditi, come le guide, mentre sui social cose più brevi.

Questo direi che è uno.

2 Agli psicologi serve il blog perché questo vi permette di posizionarvi anche su google

Per farvi trovare così anche da chi cerca l’argomento che trattate voi su quella piattaforma.

3 Dal blog potete avere l’archivio di tutto il vostro lavoro

In modo che sia facilmente consultabile da chiunque mettendo tutti i collegamenti da una pagina all’altra per approfondire i vari temi e servizi, mentre sui social in ogni articolo potete mettere un link, che poi ad esempio su instagram non è nemmeno cliccabile, l’unico cliccabile è quello in bio.

Il fatto di poter invitare, con criterio, l’utente a girare nel vostro blog dandogli le informazioni di cui ha bisogno lo tratterrà più tempo, il che vuol dire che parlerete con lui per più tempo, e più tempo passa con voi più vuol dire che è interessato e quindi propenso a contattarvi.

4 Un’altra cosa che puoi fare col tuo sito è creare un percorso

Nel quale guidare l’utente verso l’acquisto dei tuoi servizi, grazie a delle pagine di vendita con delle offerte molto precise, percorso che inizia generalmente sui social.

Questo perché spesso chi non ci conosce non è disposto subito a comprare dei servizi particolarmente costosi (e vi ricordo che il costoso è soggettivo, per me costoso può essere un servizio da 100 euro, per un altro 50 è tanto).

5 Chi vi segue sia sui social che sul blog potrebbe essere più propenso a contattarvi (come dice uno dei principi di Cialdini)

Inoltre potete fare delle inserzioni da mostrare a chi ha visitato il vostro blog o alcune pagine specifiche del blog (facendole quindi dell’argomento esatto che interessa all’utente, cosa non fattibile verso chi visita il vostro profilo, almeno non a questo livello di precisione) e a proposito di precisione potete avere molti molti molti più dati statistici su ciò che fanno gli utenti sul vostro blog di quanto non possiate sapere sui social.

Questo vi permette di sapere esattamente cosa fare sul lungo termine, cosa testare, quale servizio dare, eccetera, che vuol dire che ci guadagnate più voi perché date alle persone esattamente ciò che gli interessa, e ci guadagnano le persone perché hanno esattamente ciò che cercavano, invece di qualcosa di approssimativo.

 

Questa è la panoramica dell’utilità del blog per quanto riguarda la vostra attività di psicologi, perché in altri settori naturalmente il discorso cambia.

Quindi dopo aver visto che agli psicologi serve il blog, direi che se non ce l’avete vi consiglio di iniziare almeno a pensare di farne uno.

Se ne avete uno, nella rubrica how to blog potrete farvi un’idea più precisa di come lo state usando, se ci sono cose che potete migliorare, e se dovete tirare le orecchie a qualcuno se il sito ve l’ha fatto un “professionista”.

Se invece il blog non ce l’avete ma volete farne uno vostro senza spendere un abbondante migliaio di euro e imparare a gestirlo voi, allora non ti resta che vedere l’articolo in cui ti mostro passo passo in modo pratico come creare un sito web se sei una psicologa.

Un saluto e buon lavoro!

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